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All’osteria dove i bambini sono nel menù del giorno

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i comunisti mangiano i bambini

Certi angoli di Torino sono senza tempo. L’altro giorno, in pausa pranzo, nella solita osteria di quartiere Campidoglio mi è capitato di ascoltare uno scambio di battute tra l’oste e un gruppetto di clienti fissi.

“Beppe…! Oggi non c’è quel comunista di Gino?”, chiede l’oste.

“No! Da quando avete tolto dal menù i bambini, ha detto che non viene più”, risponde Beppe.

Quella che i comunisti mangino i bambini è la bufala più riuscita della storia. Si basa su di un fatto vero.

Negli anni Venti e Trenta, a causa di una grave carestia, dalla Russia vengono testimoniati episodi di cannibalismo.

Nel 1943, la propaganda della Repubblica di Salò manda in stampa la notizia che un gruppo di bambini italiani tra i 4 e i 14 anni sono stati deportati in Unione Sovietica. Il manifesto di Salò titola “Chi salverà i vostri figli?”. E’ chiaramente tutto falso ed esasperato da un regime alla canna del gas.

Ma finita la guerra, la menzogna, al posto di sgonfiarsi, come capita nel resto dell’Europa, s’ingigantisce. Gli storici lo giustificano col fatto che lo scontro tra comunismo e anticomunismo rimane alto, anche perché scoppia subito la Guerra fredda. Non va dimenticato che il partito comunista italiano, per almeno altri cinquanta anni, rimarrà il più forte e grande dell’Europa occidentale.

E’ curioso che fiabe e leggende che parlano di uomini od orchi mangiatori di bambini arrivino in prevalenza dall’Oriente. Sono comunque  terre dove ci sono state più carestie. In Occidente la parte del mangiatore di essere umani viene confinata agli animali, al lupo in primis. Ma, almeno in Cappuccetto rosso, si sazia con la nonna e non della nipotina, viene da osservare.
Gli ebrei sono ancora più ottimisti. Giona viene mangiato dalla balena, o meglio da un grosso pesce, ma ci sopravvive dentro tre giorni e quando esce è una persona migliore. La stessa cosa capita anche a Geppetto, il falegname padre e nonno di Pinocchio.

Ne usciamo meglio anche noi, ma dall’osteria… Sazi e soddisfatti di leggende che hanno ormai il sapore marsalato di un vecchio Barolo. Mi piace credere che sarà così ancora per un po’ di tempo… Almeno fino a quando la gestione non passerà nelle mani di qualche ristoratore cinese. Allora ci si dovrà confrontare con menù diversi e leggendarie scorpacciate di grilli, formiche o cavallette. Qualcuno tirerà un sospiro per la nostalgia, ricordando con gusto quando i comunisti mangiavano ancora i bambini.

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