Colazione ricca, pranzo più contenuto e cena decisamente leggera. In linea di massima, è quanto viene sbandierato oggi da dietologi e nutrizionisti. Ma sono davvero principi di buona salute? O si tratta piuttosto la moda del momento, spesso etichettata con slogan altisonanti come “Benessere a 360 gradi” o “La dieta del mio personal trainer”?

E’ curioso, ma appena 100 anni fa,  si predicava qualcosa di diverso. E la dieta, giudicata corretta, non veniva suggerita da chiunque al popolino… Era materia per dotti e alchimisti.

Lo racconta François Jollivet Castelot nel volume “Come si diventa alchimista” del 1897, tradotto per la prima volta in italiano, solo di recente, da Rodolfo Alessandro Neri.

In sintesi Castelot suggerisce: risveglio con breve meditazione, abluzioni con acqua fredda, colazione leggera (“per lasciare allo spirito tutta la sua libertà”), pranzo abbondante, passeggiata pomeridiana dopo il lavoro in laboratorio. Infine, c’è la cena: di nuovo abbondante e da abbinare al riposo assoluto.

Lui si rivolgeva soprattutto a chi voleva diventare alchimista, a chi voleva prepararsi all’attività di laboratorio per trovare la pietra filosofale, per trasformare la materia impura in oro.

Chi erano allora gli alchimisti? Precursori dei chimici e dei farmacisti? Stregoni? Medici sui generis? Difficile trovare una definizione. Erano comunque studiosi e in quanto tali perseguivano una certa perfezione, proprio come fanno oggi i guru delle palestre.

La dieta di Castelot calzerebbe con i nostri tempi frenetici?

Colazione leggera? Perché no…! Quando non si è completamente sazi, forse si pensa e si lavora meglio. Pranzo abbondante? Possibile, ma se dopo la si ha davvero il tempo per la passeggiata. Altrimenti, meglio continuare con la linea leggera. Cena abbondante? Lo anelano un po’ tutti. Ed è dimostrato almeno dal fatto che la sera, i ristoranti sono sempre pieni. Ma come per il proibito, poi nessuno lo predica. Il timore è quello di ritrovarsi soli e fuori dal momento storico.

La sera è per definizione un attimo di rilassamento. E’ vero che difficilmente dopo, nella notte, si possano poi bruciare le calorie, ma è anche certo che da rilassati il cibo viene accolto meglio dallo stomaco.

Quelli di Castelot erano tempi nei quali la chimica agiva e si lasciava scoprire per volere divino.

Ma qualche dubbio, anche nell’epoca guidata dai lumi della ragione, l’alchimista francese lo lascia. E’ davvero la linea giusta quella predicata oggi? A chi legge la sentenza.

Una seconda curiosità: il libro parla anche di sesso…

L’alchimista può frequentare le donne, “la castità è obbligatoria solo nei momenti dei lavori principali dell’Opera”, tuttavia deve essere padrone dei suoi sensi e mai dominato da una donna, “altrimenti costei diventa il suo maestro. Allora è morto per l’Opera… Già, perché la donna accaparra, per suo profitto, le forze dell’uomo”.

Su questo punto, i tempi, senza ombra di dubbio, sono decisamente cambiati.